
http://www.youtube.com/watch?v=DNT7uZf7lew&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=pmQVWH9u8Xo&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=rXH3wQRR76w

Negli anni passati dall'uscita di Gomorra, Roberto Saviano non ha smesso di far sentire la sua voce, attraverso svariati articoli su quotidiani sia italiani che esteri. Nel 2009, decide di dare alle stampe questo "La Bellezza e l'Inferno", summa degli scritti elaborati nel periodo sotto scorta. Emerge subito dalle sue pagine il chiaro intento di tracciare un percorso proprio, al centro del quale collocare la parola: il peso e l'importanza che essa può assumere, a tal punto da diventare pericolosa. Le storie narrate sono interessanti, le riflessioni quasi sempre efficaci (quella su "300", proprio no), e anche la scarsa omogeneità del testo, data dal fatto che molti capitoli sono semplici riadattamenti di articoli già precedentemente pubblicati, non risulta essere un grosso problema, anche per la continuità che l'autore riesce a dare, grazie al filo conduttore ben desumibile dal titolo: una bellezza superiore che, proprio in quanto tale, nasconde necessariamente la sua parte oscura, la sua porzione di inferno e dannazione. Il vero problema del libro di Saviano risulta essere un altro, se vogliamo più semplice da ovviare: il fatto che lui si rifaccia continuamente a determinate fonti, come le opere e gli autori letterari di cui lui parla nei suoi scritti, rende pressochè impossibile seguire le sue riflessioni nel momento in cui il lettore non conosce tali fonti. Detto ciò, va comunque riconosciuto a Saviano il merito di aver continuato a scrivere, senza perdersi d'animo, fino a concepire quest'opera comunque sofferta, densa di contenuti e di riflessioni importanti, con cui forse lo scrittore tenta di togliersi l'etichettà restrittiva di autore impegnato contro la Camorra (lotta che comunque lui prosegue tuttora, anche in questo libro), abbracciando frontiere più ampie, in nome della necessità di allargare a tutti problematiche attuali, così che esse diventino davvero "di tutti".