Se leggete questa recensione per avere un semplice giudizio su Avatar, senza tanti giri, ve lo dò subito. Dovreste andare a vederlo? Direi di si. Ma è proprio così bello bello in modo assurdo? Si, lo è.
Ora veniamo a noi. Mi piace considerare Avatar come un punto di arrivo da un lato, e come punto di partenza da un altro. Mi spiego meglio. Da un lato, Avatar potrebbe essere visto come l'apice del cinema d'animazione del decennio appena concluso (perchè solo da noi babbi è uscito adesso, per non far concorrenza ai cinemerdapanettoni), poichè riesce a fondere alla perfezione le tecniche di quelli che qua da noi vengono ancora chiamati cartoni animati con quelle di molti film action, integrati ad animazioni superbe (vedi Pirati dei Caraibi); dall'altro, un nuovo inizio nella storia del cinema, con un'ormai totale simbiosi tra recitazione ed effetti speciali.
In questo film troverete quindi sintetizzati diec'anni di computer grafica, motion capture e quant'altro: Cameron ha appreso perfettamente la lezione di Star Wars (trilogia nuova) e di tante altre pellicole, li ha metabolizzati e li ha poi piegati alla sua volontà. Perchè Avatar non è solo la summa di quanto di buono s'è fatto nell'applicazione della tecnologia al cinema, ma è una totale reinterpretazione (peraltro, personalissima, marcatamente cameroniana) di tutto ciò: il regista rinuncia ad assecondare la nostra immaginazione, per condurci nel profondo della sua. Ma Cameron non è come tutti gli altri, no: chiunque altro, al suo posto, ci avrebbe catapultato nel magico mondo di Pandora in quattro e quattr'otto, fra esplosioni e quant'altro; lui no, lui ci prende per mano, e ci porta piano piano, quasi fossimo in punta dei piedi, nel mondo abitato dagli indigeni Na'Vì, scostando un poco alla volta il velo che avvolge questa realtà incantata.
Molti ha scritto/detto, in maniera abbastanza campanilistica secondo me, che la storia di questo film non è granchè, che è banale, che è un'americanata. La storia di Avatar è lineare, ma non si può dire che sia banale. I sottesti sono profondissimi, le tematiche affatto semplici: e in questo non si può che dare nuovamente merito a Cameron, per essersi preso delle grosse responsabilità in questo film, per la grossa critica alla politica della moderna società occidentale e la riflessione sulla diversità (sviluppata non solum sed etiam attraverso l'emblematico dualismo tra umano e avatar).
Ma, diciamolo senza tanti fronzoli: Avatar non è certo solo questo. Avatar è prima di tutto una gioia per gli occhi, grazie non solo al progresso tecnologico ma anche al suo sapiente uso. Un comparto tecnico da antologia ricrea il meraviglioso mondo di Pandora, e tutto il lavoro filologico che ci sta dietro rivela un'accuratezza sovrumana, ben oltre lo "sfoggio fine a sè stesso di effetti speciali" che gli viene attribuito. Ogni singola scena d'azione è una piccola perla nel genere, per come si sviluppa da un punto di vista narrativo ma anche, appunto, visivo; ogni istante regala quella sensazione di meraviglia che ti fa restare attonito, con occhi e bocca spalancati, un grosso groppo in gola, ma il cuore che trabocca di felicità.
Avatar è un film universale, uno di quelli che segnano un'epoca in maniera indelebile, e io credo che l'unica cosa che si possa fare sia levarsi il cappello dinanzi ad un'opera così oggettivamente ben riuscita, da rasentare la perfezione. Avatar è uno dei motivi per cui uno va sempre al cinema: se tu sei un appassionato lo sai, che ogni volta che entri in una sala vorresti trovarti di fronte uno spettacolo come questo. Perciò basta facili qualunquismi, e cercate di non farvi il sangue acido, apprezzando Avatar per quello che è: un capolavoro.
domenica 17 gennaio 2010
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Posto, per completezza d'informazione, un parere totalmente contrario (il testo non è scritto da me). La mia opinione sul film sta tra le due recensioni, anche se sembrano e sono totalmente opposte.
RispondiEliminaAppena tornato. Sarà la seccatura degli spostamenti o l'assurdo mal di testa conseguito alla combo occhialetti + lenti a contatto, ma non riesco minimamente a comprendere le critiche positive.
La caratterizzazione dei personaggi, macchiettistica a dir poco, fallisce nel marcare la delineazione tra bene e male. Gli strataggemmi addottati per evidenziare i cattivi rispetto ai buoni ( ma, sopratutto, i buoni rispetto ai cattivi ) sono troppo tenui, ed alla fine ci si finisce per chiedere "ma perché devo tifare per sti bingobongo ecofili quando gli umani girano coi mechaa superfighi?". Insomma, passi l'incapacità di donare il dovuto spessore al protagonista, ma chi ha scritto quella storia è stato incapace persino di donare credibilità alla trama e quel minimo carisma necessario per rendere interessanti i buoni.
Persino l'ambientazione riesce ad essere noiosa.
E ok, fino a qua nulla di strano. Mi sarei aspettato un polpettone del genere, ma ero confortato dalla spammatissima innovazione del 3d. Ed, effettivamente, i primi minuti erano davvero niente male.
Complice la durata eccessiva del film, la scomodità degli occhialetti e l'abuso di effetti speciali sin troppo colorati e plasticosi, il 3d è diventato logorroico, insignificante, e la mega battaglia finale ( che avrebbe dovuto costituire l'apogeo dello spettacolo ) si è rivelata essere grigia ed insignificante più di tutto il resto messo insieme.
Epica la... boh, come vogliamo chiamarla? Riscossa della foresta? Per la serie "come cagarsi nella maniera più epica possibile la propria unica possibilità di riscattare il finale". La carica dei rinoceronti e gli uccelli che abbattono gli elicotteri mi hanno fatto cascare le palle.
Il finale m'ha lasciato in bocca quel terribile sapore d'incompiuto e di ridicolo, quasi la voglia di alzarsi in piedi ed urlare "it fuckin doesn't make sense!".
recensione poco condivisibile...mi spiego...io posso essere d'accordo sulla non buona caratterizzazione dei personaggi, ma che in un film del genere mi pare ovviamente e volontariamente sacrificata per l'effetto d'insieme (che, secondo me, c'è). Ma le cose sul finale sono assolutamente delle palle clamorose, e qui mi rifaccio a quello che ho detto appena visto il film: se uno deve andare a criticare, perlatro banalizzando molto, le cose di Avatar come la simbiosi tra gli esseri del pianeta che, oltre ad essere uno dei punti cardine del film, è anche una delle trovate migliori (secondo me); ecco dicevo, se uno deve star qua a dir ste cose, è meglio che se ne sta a casa. Cmq Deme ho capito che il tuo parere non è così, e ho capito anche di esser stato forse troppo entusiasta (o entusiastico? Mah), però volevo davvero cercare con tutto me stesso di rendere l'idea di quanto mi fosse piaciuto. Perchè poi le critiche ad Avatar si possono fare tranquillamente, a ragion veduta: la cosa negativa è che nella stragrande maggioranza dei casi scadono nella polemica da bar, ecco tutto. PS: sul 3D non mi esprimo, non avendo ancora avuto occasione di vederlo in 3D
RispondiElimina